Do It Yourself: il trend del fatto a mano che spopola sul web

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Do It Yourself il trend del fatto a mano che spopola sul web

Lo scoppio della pandemia ha sancito l’inizio del DIY: Do It Yourself. Questo, infatti, è stato un anno in cui, chiusi in casa, abbiamo tutti imparato a fare i conti con noi stessi e le nostre abilità manuali. L’importanza di riscoprire piccoli gesti, dell’avere cura, conservare e se possibile riutilizzare, dando nuova vita alle cose: un tessuto smesso che diventa abito, una copertina che diventa tela bianca.

Le vie che hanno preso forma sui canali digitali sono moltissime e il linguaggio delle nuove e nuovissime generazioni hanno piegato anche antichi mestieri, rivendicando autonomia di pensiero e apertura alla diversità. E anche accettazione dell’imperfezione.

È il racconto, insomma, di un mondo in movimento, liquido e inquieto, che ha imparato a fare di necessità virtù e, a volte, persino arte. Così adesso c’è una forza di rottura grazie alle opportunità offerte da un accesso più democratico ai nuovi mezzi di produzione, che rendono giustizia al talento individuale e aprono spazi di libertà creativa a chi mai avrebbe potuto accedervi. In questo caso non è dunque il più forte a vincere, ma il più adatto. Chi incarna il Do It Yourself: chi ha fatto della libertà, dell’autonomia di giudizio, della voglia di mettersi in gioco i propri valori. Insomma, la pandemia ci sta lasciando più tenaci e pronti a sperimentare.

Do It Yourself: quali rischi per gli intermediari?

Fare affari, acquisire beni e conoscenze in modo autonomo, senza intermediari. Il distanziamento pandemico ha accelerato la disintermediazione, consolidando modelli digitali, e-commerce e comunicazioni virtuali, rimuovendo ogni filtro per la libera circolazione di oggetti, informazione, creatività. Quali rischi ci sono per gli esperti del settore? Non troppi.

Gli intermediari, infatti, aggiungono valore curando le scelte e rendendo più semplice il confronto tra prodotti, prezzi e servizi. Abbiamo letto spesso che l’Intelligenza Artificiale permette di predire le preferenze senza il bisogno di venditori e altri supporti, ma queste affermazioni risentono di un malinteso su come le persone decidano gli acquisti. Perché la maggior parte di questi non è il risultato di preferenze stabili, quanto l’effetto di dati e contingenze, ovvero sconti, recensioni dei prodotti ecc. Per i consumatori, la rivoluzione digitale significa l’aumento delle scelte prese all’ultimo minuto e in prossimità dei punti vendita.

Online e offline: una complementarietà indistruttibile

Insomma, online e offline sono complementari nel comportamento di acquisto, perché i consumatori cercano informazioni sui prodotti e servizi in un vasto range di media, negozi e canali di distribuzione. Come ha dichiarato in una recente intervista Frank V. Cespedes, docente di Business Administration ad Harvard:

È sbagliato vedere il mondo fisico e quello online in termini aut-aut. Tra il 2009 e il 2018, nonostante Amazon, il numero di librerie indipendenti americane è raddoppiato. Dopo la pandemia molto tornerà come prima e gli acquisti omnicanale saranno la norma

Do It Yourself: cosa accade nel mondo della moda?

Se si pensa alla moda, il concetto stesso di Do It Yourself può sembrare un ossimoro. Dopo tutto, il valore di un bene di lusso sta proprio nel presupposto che non sia facilmente replicabile. Ma se l’ultimo anno ha insegnato qualcosa, è proprio che queste nozioni preconcette possono essere messe in discussione, riconfigurate, persino ribaltate.

Facciamo qualche esempio: l’anno scorso Alexander McQueen ha incoraggiato i suoi follower a inviare le proprie interpretazioni del “Rose Dress“, pezzo di chiusura della sfilata A-I 2019: l’hashtag dedicato all’operazione ha raggiunto oltre 33mila post. O, ancora, pensiamo a Balenciaga, il cui direttore creativo Demna Gvasalia ha chiesto alla band industrial tedesca Rammstein e ai suoi fan underground di collaborare a una capsule collection.

DIY, non solo il settore moda

Vi è un grande desiderio di originalità, di esaltazione dell’individualità e del valore della personalizzazione. Un desiderio che va alimentato con proposte di prodotti e servizi su misura che, alla luce di quanto detto finora, sicuramente ripagherà.

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