Stop al revenge porn! Garante della Privacy e Facebook insieme contro la violenza - Mug Agency
Facebook e Garante della Privacy contro il revenge porn

Stop al revenge porn! Garante della Privacy e Facebook insieme contro la violenza

Un grosso passo avanti è stato fatto in questi ultimi giorni da parte del Garante della Privacy e da Facebook nella lotta contro il revenge porn. In questo articolo approfondiamo l’argomento su questa insidiosa forma di violenza e come, da adesso, ci si potrà proteggere sul social network.

Revenge porn, una violenza che colpisce soprattutto le donne

È il genere femminile a fare i conti, sempre più spesso, con questa forma di violenza bestiale. Foto o video di momenti di intimità, solitamente, vengono resi pubblici dal destinatario di questi contenuti. I contenuti vengono mandati volontariamente da parte della vittima, che pensava di poter fidarsi e costruire un momento di sana intimità con la persona dall’altra parte del dispositivo.

Oltre il danno per i video e le foto mostrate al pubblico dei social senza consenso, vi è anche una forma di violenza da parte del pubblico che assiste a questo scempio. È difficile, purtroppo, sradicare l’idea che il momento della sessualità è un momento di libertà in cui nessuno dovrebbe mettere bocca (a patto che non si sfoci in reati penali) e che ognuno dovrebbe viverlo come meglio desidera. Quindi, oltre alla violenza da parte di chi ha reso pubblici contenuti così delicati, la vittima subisce violenza da chi giudica negativamente e in maniera perentoria l’atto del condividere video o foto con il proprio partner. Un loop per il quale la vittima finisce sul banco degli imputati, come prima colpevole di quanto accaduto. Questo non è giusto.

L’impegno da parte di Facebook e del Garante della Privacy

Dall’8 marzo le persone maggiorenni che temono di essere potenziali vittime di revenge porn, potranno rivolgersi al Garante della Privacy per segnalare tali contenuti (in maniera sicura e confidenziale) e dare a Facebook l’ordine di bloccare la diffusione di tali contenuti.

Come funziona, concretamente, la pagina messa a disposizione dal Garante della Privacy? Su La Stampa leggiamo:

Nella pagina predisposta dal Garante, le potenziali vittime di pornografia non consensuale troveranno un modulo da compilare per fornire all’Autorità le informazioni utili a valutare il caso e a indicare all’interessato il link per caricare direttamente le immagini sul programma. Una volta caricate, le immagini verranno cifrate da Facebook tramite un codice ‘hash’, in modo da diventare irriconoscibili prima di essere distrutte e, attraverso una tecnologia di comparazione, bloccate da possibili tentativi di pubblicazione sulle due piattaforme.

fonte: lastampa.it

Mug Agency rigetta il revenge porn

Una forma di violenza insensata, crudele che tutto il team di Mug Agency condanna e rigetta. Da parte nostra siamo sempre attenti a queste tematiche delicate. Prima di tutto perché nessuno, nessuno ha il diritto di commettere un crimine così becero. In secondo luogo perché il pubblico non ha il diritto di giudicare una persona in base alle proprie esperienze sessuali. Siamo nel 2021.

Il problema non è la scelta della vittime. Il problema sono coloro che pubblicano questo materiale per il puro gusto di denigrare, umiliare e deridere una persona. Il problema è il revenge porn. Combattiamolo insieme e, insieme, combattiamo tutte le forme di violenza e ingiustizia che, nel nostro piccolo, possiamo controllare.

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