Health Influencer, il nuovo (preoccupante) fenomeno Tik Tok - Mug Agency
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Health Influencer, il nuovo (preoccupante) fenomeno Tik Tok

In questo articolo parliamo del nuovo fenomeno degli Health Influencer.

Come esperti di marketing sanitario analizziamo sempre con attenzione i fenomeni che esplodono sul web. Che i professionisti della salute abbiamo scoperto le infinite opportunità che le piattaforme social offrono non è più un mistero.

Solo pochi anni fa quando proponevamo a medici, chirurghi e nutrizionisti di aprire una canale Instagram vedevamo le loro facce interdette e dubbiose. La paura più grande era la perdita di credibilità e una macchia reputazionale. L’importante, dicevamo per rassicurarli, è avere una strategia chiara e un tono di voce adeguato. Insomma, non bisognava dimenticare che promuovere e vendere salute non era proprio come vendere calzini o padelle.

Oggi, al contrario, tanto su Instagram quanto su Tik Tok sembra di assistere spesso a un circo di professionisti della salute che ballano, canticchiano, doppiano audio comici per accaparrarsi qualche paziente in più.

Health Influencer: non banalizzate la professionalità

Lungi da noi essere moralisti o bigotti, ma la professionalità non dovrebbe mai essere svilita e banalizzata. Ci sono figure che dovrebbero mantenere una certa autorevolezza, a prescindere dalla piattaforma che viene utilizzata.

Per non contare sul fatto che banalizzare le informazioni mediche per farle comprendere davvero a tutti rischia di creare equivoci, fraintendimenti. E se questo accade nell’ambito della salute le conseguenze possono essere ben più gravi. Mettiamoci nella testa di una ragazzina che ascolta i consigli di una nutrizionista su Tik Tok. Magari non comprende, magari la nutrizionista per andare a tempo di musica non approfondisce le sue affermazioni. Possono passare messaggi pericolosi per la salute che portano la ragazzina ad avere abitudini alimentari errate.

O pensiamo alla superficialità di una farmacista che poche settimane fa banalizzava la depressione promuovendo la vendita di lubrificanti e preservativi, quasi a dire “se siete depressi, fate più sesso e passa tutto”.

Ce ne sono tantissimi di casi analoghi ed è la triste e preoccupante conseguenza della spasmodica ricerca di visibilità, l’improvvisazione, l’assenza di un piano editoriale.

Essere sui social non ammette superficialità, soprattutto quando si parla di salute.

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