Vivere ai tempi del coronavirus? L'esempio viene dall'Estonia - Mug Agency
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Vivere ai tempi del coronavirus? L’esempio viene dall’Estonia

Quando saremo finalmente liberi di poter uscire di casa, il mondo nel quale vivremo sarà molto diverso da come lo abbiamo lasciato, ma forse questo discorso non varrà per l’Estonia.

Questo Paese, infatti, è l’unico che è davvero preparato per fronteggiare il post-epidemia.

Inutile negarlo: il coronavirus ha radicalmente cambiato il nostro modo di vivere la quotidianità. E avrà ripercussioni anche nel prossimo futuro quando, gradualmente e molto lentamente, potremo tornare a quella che era la nostra vita.

I leader di tutti i Paesi del mondo ci stanno già preparando, seppur in maniera molto mitigata, a questo radicale cambiamento che ci troveremo a vivere e che ci proietterà in un mondo dove la tecnologia e il distanziamento sociale faranno parte della nostra quotidianità.

 

L’Estonia, tra nativi digitali e non

L’Estonia, però, grazie alla costruzione di una struttura digitale governativa molto forte, ha permesso che i cittadini si convertissero alla vita digitale molto prima che scoppiasse la pandemia da coronavirus. Secondo alcuni dati, gli estoni soffrono meno le sensazioni di panico, paura e ansia che tutti noi, invece, viviamo da quando è scoppiata l’emergenza.

Perché?

Tutto è partito nel lontano 2005, quando il Paese baltico ha introdotto l’identità digitale, dotando ogni cittadino di una carta elettronica alla quale il governo ha aggiunto, di volta in volta, servizi ai quali il possessore potesse accedere in forma online.

Si tratta di una vera e propria carta di credito, con dentro una sim, che permette di:

  • collegare un conto corrente bancario per ricariche telefoniche e pagamenti vari (evitando l’utilizzo di contanti);
  • utilizzare come sim da inserire nel telefono;
  • votare alle elezioni;
  • fare la dichiarazione dei redditi e pagare le tasse;
  • cambiare residenza;
  • registrare una nuova nascita.

Insomma, l’Estonia era già pronta da anni ad affrontare il distanziamento sociale e aveva adottato già uno stile di vita digitale prima che l’emergenza coronavirus lo richiedesse.

 

Il mondo delle startup per salvare il nostro mondo

Inoltre, non appena scattato il lockdown, l’Estonia ha lanciato subito un hackathon, ossia una gara di idee per la nascita di startup che possano contribuire a fronteggiare la crisi. Alcune idee vincenti prevedono:

  • una app per connettere i volontari a dispositivi da indossare e che avvertono subito se si hanno contatti troppo ravvicinati;
  • un sistema per far ruotare il capitale umano fra diverse aziende per permettere ai lavoratori in settori chiusi di continuare ad operare in settori con maggiore domanda.

Inoltre, è stato lanciato un progetto per organizzare un acceleratore di startup libero, online e della durata di 100 ore per sostenere quelle idee che hanno il “potenziale per un forte impatto nel costruire il mondo di oggi e quello che verrà dopo la crisi“.

Il progetto è stato pensato insieme a Mistletoe Singapore e alla Commissione Europea e portato avanti dalla presidente estone Kersti Kaljualaid e alcuni co-founders famosi, come quelli di Skype, Bolt e Testlio.

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