Black Beauty la campagna Sephora contro la discriminazione razziale
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Black beauty, la campagna Sephora contro la discriminazione razziale

Sephora, leader mondiale nel settore beauty, da diverso tempo è impegnata in azioni contro il razzismo. Ora lancia una campagna di Black Beauty contro la discriminazione razziale. «La verità è che da Sephora e in generale nel mondo del retail negli Stati Uniti i consumatori non vengono sempre trattati in maniera giusta» ha ammesso Jean-André Rougeot, presidente e CEO di Sephora Americas. Questo è il motivo per cui l’azienda francese acquisita dal gruppo LVMH ha prodotto un piano d’azione contro il razzismo. Tra i vari punti:

  • raddoppiare l’assortimento di prodotti di marchi “black-owned”
  • sviluppare operazioni di comunicazione più inclusive, mostrando persone di diverse identità, età e tipologia di corpo
  • formare i propri beauty advisor su come accogliere ogni tipologia di cliente e su come rimuovere eventuali pregiudizi e atteggiamenti discriminatori

Durante l’estate 2021 Sephora ha pubblicato il video “Black beauty is beauty”, nato per dare risalto all’influenza della cultura nera sul settore della bellezza e della cosmetica.

La riflessione che sta alla base del video e di tutta l’operazione riguarda il fatto che la bellezza nera non viene affatto ritrovata online. Ellie Banford, della R/GA, l’agenzia media che ha supportato Sephora nella campagna “Black Beauty” contro la discriminazione razziale, ha dichiarato: «i risultati di ricerca e gli algoritmi sono condizionati non solo da ciò che le persone cercano di più ma anche da ciò che era presente sul web da un periodo più ampio di tempo». Infatti, se si compie una ricerca specifica su prodotti di bellezza pensati per persone nere utilizzando parole chiave come “black beauty” i risultati sono pressoché inesistenti. E questo nonostante si tratta di un mercato dalle enormi performance economiche e che interessa milioni e milioni di persone nel mondo.

Una riflessione su algoritmi e bias discriminatori

Nel video viene illustrato il problema della presenza di bias, ossia di pregiudizi, nei sistemi di intelligenza artificiale. Gli algoritmi di alcune piattaforme, Google in particolare, sembrano essere governati da una tendenza discriminatoria le persone nere.

Come potete vedere nel video, diversi gruppi di donne compiono delle ricerche su Google. Ricercando “French Beauty” o “K Beauty” i risultati riportano immagini di persone, donne, prodotti e brand del settore cosmetico. Se invece si digitano le parole chiave “Black Beauty” le immagini che ci riporta il motore di ricerca fanno tutte riferimento al romanzo di Anna Sewell “Black beauty” e ai film prodotti sulla storia del protagonista, un cavallo nero.

Black Beauty Sephora
Risultati di ricerca di Google per la parola chiave “black beauty” del 4 novembre 2021

Sephora e la campagna #BLACKBEAUTY contro la discriminazione razziale

Sephora corre ai ripari riempiendo il web di immagini che si riferiscono a questa cultura della bellezza, ossia a donne e uomini neri e ai brand e ai prodotti che ad essi si rivolgono. L’operazione ha lanciato l’hashtag #blackbeauty per facilitare il posizionamento e il ranking dei contenuti legati alla “bellezza nera”. Azioni per influenzare gli algoritmi delle piattaforme digitali, migliorare l’esperienza utente di milioni di donne nere e rimuovere quei bias discriminatori che incidono sull’autostima di queste donne.

«Ciò che trovi facendo ricerca su YouTube incide molto su come ti senti e sulla tua visione del mondo», Ellie Bamford.

Un’operazione intelligente, astuta, lungimirante che promette di far guadagnare a Sephora una grande fetta di mercato nel settore della cosmesi. Opportunismo economico a parte, crediamo sia fondamentale che le aziende, pur rincorrendo i profitti, si dimostrino parte di un cambiamento culturale.

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