Wix, WordPress e gli altri: è possibile gestire autonomamente la propria presenza web?

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Negli ultimi anni sono comparse molte piattaforme accomunate dal medesimo obiettivo: permettere a chiunque di sviluppare un sito web per sé o per la propria impresa, senza bisogno di linguaggi di programmazione, e soprattutto senza rivolgersi a agenzie, fornitori, “cugini” e praticoni dell’ultimo minuto.

Wix, Squarespace, Weebly, Google Sites, WordPress, Joomla, Drupal (e la lista potrebbe continuare a lungo), tante alternative, ma la domanda è sempre la stessa: sarò in grado di costruire e gestire da solo il mio sito web?

Wix (come Squarespace, Weebly, ed in parte Google Sites) è una piattaforma cloud-based che permette di costruire un sito web esclusivamente con strumenti visuali e drag’n’drop (con un approccio What You See is What You Get – quel che vedi è quel che ottieni), partendo da alcuni “temi grafici” preimpostati, pensati per ridurre l’horror vacui ed evitare risultati esteticamente poco piacevoli. L’utente si registra a wix.com e gestisce tutte le attività del sito da quell’indirizzo.

La potenza di questo tipo di piattaforme risiede proprio nella dinamica tra temi e personalizzazione: gli utenti possono personalizzare diversi elementi di ogni tema (colori, font, …), senza però alterarne le caratteristiche di base (posizione degli elementi principali, caratteristiche dell’header o del menu, …), potendo così sperimentare assetti diversi dell’interfaccia senza pregiudicare la qualità complessiva del risultato finale. Wix offre una grande quantità di strumenti “evoluti” (form di contatto, interfacce di prenotazione, strumenti di pagamento, analytics e molto altro), con un modello di business freemium: il servizio di base impone a tutti gli utenti il dominio wix.com, alcuni banner pubblicitari, ed un limite sulle funzionalità utilizzabili, ma permette di acquistare feature, banda e spazio di storage.

La quantità e qualità dei “temi grafici” a disposizione, le personalizzazioni possibili, e gli strumenti offerti, garantiscono risultati sufficientemente originali e certamente piacevoli, che hanno reso la piattaforma molto popolare. Wix.com, la società israeliana che sviluppa la piattaforma, ha lanciato negli anni offerte ritagliate sui bisogni di mercati verticali (al servizio di hotel, ristoranti e musicisti), ed un vero e proprio marketplace di “app” a pagamento offerte da un gruppo ristretto di terze parti (Google, Spotify, …), approdando nel 2013 – dopo diversi round di finanziamenti da fondi di venture capital – al NASDAQ. 

WordPress (come Joomla e Drupal) è invece un software open-source scritto in PHP, che può essere installato su qualsiasi tipo di server, e che permette la costruzione e la gestione di un sito web sotto ogni aspetto ed in totale libertà. L’utente deve acquistare da un fornitore di servizi di hosting uno spazio di storage ed un database, ed installarvi WordPress, o può scegliere uno dei tanti provider di hosting che offrono spazi con WordPress preinstallato e preconfigurato.

Questo tipo di piattaforme, note come CMS (Content Management System), offrono un grandissimo numero di strumenti per configurare e costruire in piena libertà un sito web, solitamente a partire da temi e funzionalità sviluppate da terze parti, ma richiedono – in taluni casi – competenze specifiche di sviluppo e system administration. Open-source vuol dire che chiunque può leggere, modificare, estendere e ridistribuire il “codice” che compone la piattaforma: negli anni trascorsi dalla nascita di WordPress ad oggi si è venuta a creare una vera e propria comunità di sviluppatori che affiancano Automattic, la società che l’ha lanciato, nella costruzione di nuove funzionalità e “temi” – sia gratuiti che a pagamento.

Una dinamica che in meno di dieci anni ha permesso ad un CMS originariamente semplice come WordPress, di diventare una delle piattaforme su cui si basa buona parte del World Wide Web – proprio grazie alla sua capacità di adattarsi a qualunque esigenza.

A prima vista, entrambe le soluzioni potrebbero permettere ad un individuo abbastanza volenteroso di costruire qualunque tipo di sito web – con un impegno o con un esborso sufficiente – ma a ben guardare non è esattamente così. Realizzare un sito web di media complessità con WordPress richiede impegno, una buona quantità di tempo, e in alcuni casi competenze specialistiche non sempre disponibili. Con Wix l’impegno sarà certamente minore, ma un risultato di qualità comporta costi mensili rilevanti ed una certa dedizione da parte dell’utente. 

Ed una buona presenza online va ben oltre il “semplice” sito-vetrina: manutenzione, aggiornamento del format grafico, generazione continua di contenuti “freschi” e interessanti, analisi dei dati degli utenti, gestione della presenza sui social media e su Google, creazione di una newsletter, sperimentazione di strumenti e formati, sono attività decisamente time consuming che costituiscono una irrinunciabile parte integrante della presenza web di qualunque azienda di qualunque dimensione – anche in mancanza di attività di vendita online. E che spesso richiedono competenze specialistiche e personale dedicato.

Nonostante lo storytelling usato da molte piattaforme fai-da-te, ed il loro successo presso alcune categorie di utenti, nonostante le sirene dell’Intelligenza Artificiale di Wix, che promette di liberarci dell’ingombro degli sviluppatori web con un pizzico di polvere di fata, una buona agenzia rimane ancora la scelta migliore per chi abbia risorse limitate da investire su attività che – purtroppo o per fortuna – rappresentano un requisito irrinunciabile per competere nei mercati moderni.

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