Storytelling marketing (I parte)

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Storytelling marketing (II parte)
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Negli ultimi anni si è imposto come efficace strumento di marketing per ogni tipologia di settore e per qualsiasi canale di comunicazione.

Storytelling, che letteralmente significa “arte di narrare”, è un insieme di tecniche utili a raccontare i valori aziendali, ad avvicinare in maniera istintuale i clienti a prodotti e servizi, a motivare dipendenti e collaboratori aumentando così la produttività.

Gli spot televisivi, e anche quelli radiofonici, sono delle brevissime storie racchiuse in trenta secondi, la comunicazione di grandi imprese sui social network sono un continuum narrativo in cui ci sono dei protagonisti, uno svolgimento e ci delle trasformazioni; le mail che intasano le nostre caselle elettroniche sono sempre più spesso dei racconti brevi in cui le aziende e le organizzazioni non profit si raccontano e le organizzazioni.

Insomma, lo storytelling, in particolare quello ipermediale, appare essere la panacea per risolvere tutti i problemi di comunicazione interna ed esterna. Ma quali sono le tecniche per creare uno storytelling efficace? Quali sono i passaggi per attirare l’attenzione con una bella storia? Scopriamo insieme le principali tecniche di storytelling che vengono abitualmente utilizzate nel marketing.

 

La sindrome di Ulisse
La prima tecnica di storytelling è il “viaggio dell’eroe” o monomito. Per secoli ha caratterizzato poemi epici, libri fantastici che narrano di viaggi lunghi e difficili, di nemici da sconfiggere e di peripezie da superare. Alla fine però l’eroe torna a casa vittorioso e più saggio e sarà d’aiuto e stimolo anche alla comunità cui appartiene. Il “viaggio dell’eroe” aiuta le aziende a rendere più interessanti i propri contenuti, a sottolineare i risultati che si possono ottenere con un prodotto, a spiegare come la crescita aziendale possa influenzare la crescita di un’intera comunità. 


Spot Birra Moretti Radler

 

La montagna
Questa seconda tecnica di storytelling aziendale prende esempio dal “viaggio dell’eroe” ma non implica necessariamente un finale positivo. La struttura comprende una parte iniziale in cui la scena si imposta, una seconda parte caratterizzata da un concatenarsi di sfide e difficoltà che aumenta esponenzialmente la tensione e la suspance; infine, la conclusione della storia. Le aziende utilizzano lo storytelling a montagna per far crescere lentamente la tensione tra i consumatori, mostrare come si sono superate le sfide e, soprattutto, per fornire una soddisfacente conclusione. Oltre ad essere molto utilizzata dagli sceneggiatori di tutto il mondo per dare origine alle serie tv, è impiegata dalle organizzazioni non profit all’interno di campagne di raccolta fondi.


Spot Apple “introducing Macintosh Computer”

 

Bandolo della matassa
Questa tecnica di stoytelling efficace è conosciuta come Nested loops (cerchi concentrici): si tratta di differenti strutture narrative che si intersecano tra loro allo scopo di fare analogie o spiegare un processo a cui l’azienda si è ispirata. La narrazione con il messaggio principale interagisce con quelle degli altri cerchi, finalizzate a spiegare la prima secondo lo schema “storia 1, storia 2, storia centrale, storia 2, storia 1”.


Spot Fiat Panda “Questa è l’Italia che piace”

 

Sparklines
In questo caso ci troviamo di fronte ad una struttura narrativa caratterizzata da un continuo confronto fra ciò che è e ciò che dovrebbe essere. Utilizzata per racconti molto emozionali, si costruisce rappresentando da un lato il mondo ordinario, presente, attuale, dall’altro una proiezione di come vorremmo che il mondo fosse. Viene utilizzata per motivare un gruppo nei confronti della vision aziendale e per creare entusiasmo. Vi dice niente il discorso di Martin Luther King “I have a dream”?


Spot Microsoft Lumia 830

 

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