Le nuove frontiere dello smart working

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Smart Working cosa accadrà dopo la pandemia

Lo smart working ha visto un’impennata incredibile con l’avvento del Covid-19. Il dibattito sul suo futuro, però, è sempre molto vivo. Tra chi pensa che continuerà ad utilizzarlo come metodologia di lavoro anche quando la pandemia verrà sconfitta e chi, invece, crede che sia il momento di salutarlo, le voci sono molto contrastanti. In questo articolo abbiamo analizzato il quadro del fenomeno ed ipotizzato la sua evoluzione.

Qualche dato sullo smart working

Lo smart working ha subito una crescita vertiginosa con l’arrivo della pandemia. Si stima che su circa 1000 aziende il 28% di esse lo usasse prima della pandemia. Con l’avvento di quest’ultima, però, la percentuale ha subito una crescita vertiginosa: parliamo del 93% solo durante il lockdown per poi stabilizzarsi al 71% dopo la prima ondata del virus. Lo smart working, che prima del Covid era considerata una rarità, è diventata ormai prassi per molte aziende. Tuttavia ora che le campagne vaccinali stanno andando avanti e si incomincia a intravedere la normalità, molte persone sono ad un passo dal tornare in uffici. Come detto qualche riga più su, però, alcune aziende sono favorevoli mentre altre sono contrarie.

La situazione attuale

Nel mondo digitale Twitter non ritiene necessario che i propri dipendenti tornino in ufficio, così come Slack. Anche Facebook e Microsoft stanno attuando politiche in modo da poter permettere ai propri impiegati di scegliere se lavorare in ufficio o da casa. Apple e Google stanno cercando un compromesso che consenta ai loro lavoratori di essere produttivi in entrambe le modalità. Al contrario, Amazon non è d’accordo e vorrebbe riportare i propri lavoratori in ufficio.

Nel mondo della finanza, invece, la presa di posizione è molto più netta: sia il CEO di Morgan Stanley, sia quello di Goldman Sachs hanno riferito la loro perplessità nel caso in cui continuasse questa tipologia di lavoro, esprimendo la loro volontà di voler riportare tutti alle vecchie abitudini. Anche l’AD di Barclays, il CEO di JPMorgan e quello di Cisco si trovano sulla stessa lunghezza d’onda dei loro colleghi.

Tuttavia sarà molto difficile cambiare le abitudini dei dipendenti che da ormai più di un anno hanno costruito una nuova quotidianità proprio grazie allo smart working. Ci sarebbe, però, anche un’altra serie problemi, come quello dei giovani, impossibilitati ad imparare sul campo e a fare esperienza proprio a causa del lavoro da casa.

Come sarà il futuro lavorativo a causa dello smart working?

Un fattore che influenza molto le multinazionali sono senza dubbio gli investimenti effettuati poco prima dello scoppio dei contagi. Società come Apple, Google e Facebook erano al lavoro per costruire nuove ed innovative strutture per incrementare il benessere e le prestazioni dei propri impiegati. Non c’è alcun dubbio, però, su come lo smart working abbia rivoluzionato la routine di milioni di persone.

Ma, a causa della pandemia è ancora troppo presto per sapere come e quando si tornerà in ufficio in piena sicurezza. Di sicuro, una volta che il mondo sarà uscito definitivamente da questo baratro, molte cose potrebbero cambiare.

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