Perchè la Realtà Virtuale è il Trend del Futuro (E ancora non ce ne rendiamo conto)

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Realtà Virtuale. Due parole che da sole dicono tutto: una simulazione della realtà, poter vedere ed interagire con un mondo digitale in tre dimensioni ricreato intorno a noi, un immersione all’interno di una realtà parallela costruita su misura per la nostra persona.

Il termine realtà virtuale nasce per la prima volta nel 1989 dalla mente pioneristica di Jaron Lanier, quando creò il primo linguaggio di programmazione virtuale, sulla quale fondò la società VPL Research. Lanier, ormai 28 anni fa, non sapeva di aver dato origine ad un futuro ancora troppo difficile da capire per quegli anni.

Alle porte del 2018, la realtà virtuale ha mosso diversi passi in avanti, riuscendo a trovare spazio all’interno di videogiochi, applicazioni e simulazioni di diverso tipo. Per entrare in questo mondo virtuale abbiamo bisogno di speciali periferiche: visori, auricolari e guanti virtuali, insieme ovviamente a un PC sufficientemente potente per gestire i processi. I prezzi di queste attrezzature non sono ancora di certo alla portata di tutti, anche se recentemente, grazie alla acquisizione da parte di Facebook di una delle principali aziende produttrici di visori, è stato annunciato “Oculus Go”un visore ideato da Oculus e Facebook che dovrebbe permettere una grandiosa esperienza di realtà immersiva ad un prezzo accessibile, senza l’utilizzo di un PC.

 

  

 

La missione di Mark Zuckerberg, CEO di Facebook, è rendere questa tecnologia sempre più accessibile agli utenti, integrando la realtà virtuale proprio all’interno del Social Network. In occasione dell’evento “Oculus Connect”, tenutosi in California la settimana scorsa, Zuckerberg ha mostrato al mondo cosa può concretamente portare la realtà virtuale nelle dinamiche di tutti i giorni: ritrovarsi connessi online con persone nella realtà virtuale, incontrarsi in un ambiente digitale e parlare con amici e colleghi attraverso degli “avatar”, alter ego virtuali con i quali interagire in tempo reale. Immaginate di effettuare una riunione di lavoro in remoto attraverso il visore di realtà virtuale, 10 persone all’interno di una lussuosa stanza con un grande tavolo e delle sedie, tutto gestito e creato dalla tecnologia del visore. L’obiettivo di Facebook è semplice, far entrare questo fenomeno nell’immaginario comune.

 

 

Molte sono però anche le perplessità legate a questo strumento, c’è chi pensa possa isolare (ancora di più) l’essere umano, costringendolo a chiudersi in una realtà immaginaria, priva di contenuti realmente tangibili. Secondo Zuckerberg la realtà virtuale non è altro che una “realtà positiva”, un’opportunità ancora più marcata per “connettere e migliorare il mondo”, per far sì che ciò accada dovrà solo essere accessibile facilmente a più persone possibili. L’estro visionario del proprietario di Facebook non si ferma qui, la realtà virtuale è pronta a riscrivere le regole del mondo per come lo conosciamo, secondo il suo punto di vista essa rivoluzionerà il mondo del lavoro, combattendo la disoccupazione e valorizzando le capacità creative dell’essere umano. Gli obiettivi di Zuckerberg non sono certo raggiungibili in poco tempo, ma sembra che l’attesa sia giustificata: proviamo a fare degli esempi su come la realtà virtuale potrà cambiare in maniera profonda il concetto di lavoro per come siamo abituati a conoscerlo:

Sanità e Realtà Virtuale

Pazienti con problematiche legate ad ansia, agitazione o depressione: lo psicologo potrebbe scegliere di ricreare le situazioni che hanno scaturito nella persona queste sensazioni, per poi esporla in maniera graduale alla dinamica che provoca disagio. Oppure un bambino che si trova a passare giornate in ospedale, può ritrovare la situazione di calma che solo la sua cameretta piena di giochi può trasmettergli. Una persona anziana in una casa di cura che può sperimentare la gioia di viaggiare ancora attraverso il visore. Queste sono solo delle applicazioni “leggere” dello strumento, pensiamo solamente all’estrema utilità che può trarre un chirurgo nel simulare un operazione in realtà virtuale (a pensarci sono stati proprio degli italiani http://www.corrierecomunicazioni.it/digital/47696_realta-virtuale-per-la-chirurgia-la-sfida-dell-italiana-holoteach.htm ) per essere poi più preparato nel momento dell’intervento..

Sicurezza Militare

L’addestramento ed esercitazione militare attraverso la realtà virtuale, la possibilità di allenare la prontezza di riflessi e dei movimenti, proprio come in un videogioco. Le opportunità si moltiplicano se pensiamo all’addestramento di piloti militari o di simulazione di dinamiche di paracadutismo.

Educazione e Formazione

Scuola elementare, lezione di scienza: gli alunni in classe indossano i visori e si ritrovano improvvisamente fuori dall’orbita terrestre, la maestra spiega ai bambini i principi base dell’astronomia mentre essi rimangono sbalorditi dalla fantastica realtà che si pone davanti ai loro occhi.

Sport, Musica ed Eventi

Quando la finale di Champions League è sold out ma proprio non puoi fare a meno di vivere l’esperienza di quell’incontro, basta indossare il casco virtuale e osservare la partita come se fossi allo stadio, immagina di poter cambiare virtualmente posto sugli spalti, di poterti avvicinare a bordo campo o anche di vedere il match dal punto di vista del tuo calciatore preferito…stiamo esagerando? Per ora sembra fantascienza ma potrebbe succede che fra 10 arriveremo a considerare normale un’esperienza del genere.

Siamo alle porte di un cambiamento che rivoluzionerà il modo di intendere e comprendere la realtà che ci circonda, secondo voi quanto tempo ci separa da questi scenari?