Millennials: come è cambiata la lettura delle notizie

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Essere costantemente aggiornati su quanto accade nel mondo, nella propria nazione o, senza andare troppo lontano, nella propria città non è mai stato così facile ai tempi del web 2.0. Si, perché la simultaneità permette di essere sempre e costantemente aggiornati su quanto accade attorno a noi.

Cosa succede, però, quando sono le nuove generazioni ad approcciarsi al mondo dell’informazione?

Ce l’ha svelato un’indagine condotta da Comscore nel mese di luglio. I campioni intervistati erano rappresentativi della “Generazione Z” e quelli della “Generazione X” (i cosiddetti Millennials) e hanno svelato come sia cambiata la lettura delle notizie rispetto alle vecchie generazioni.

I Millennials sono quasi sempre, nel bene o nel male, bombardati da informazioni tramite i social network, ma quando sono loro a volersi documentare su casi di cronaca sono soliti consultare i siti delle agenzie di stampa. E lo fanno soprattutto ricorrendo alla navigazione su browser o consultando gli aggregatori presenti sui dispositivi mobili.

Dati interessanti riportati dalla ricerca hanno evidenziato come i millenials italiani siano più informati rispetto ai loro coetanei inglesi e americani. Di contro, però, il 59% di questi ha risposto che la sete di informazione nasce nel momento in cui un fatto di cronaca suscita clamore a livello mediatico. Infatti, continuando a leggere i dati, hanno confermato che essere costantemente aggiornati e informati su quanto accade intorno a loro può risultare noioso e stressante. Ma non c’è da allarmarsi: crescendo, con il tempo, i giovani italiani si sono dichiarati “assidui lettori di news”.

Quello su cui tutti, millennials e non, si sono dichiarati d’accordo sono i siti a cui attingono le loro informazioni: parliamo di siti come Ansa.it che, secondo gli intervistati, hanno maggiore accuratezza e onestà nel riportare le notizie.

Ancora, i millennials hanno dichiarato che sono le news locali ad essere più lette e seguite, perché sono anche quelle conoscono meglio. Seguono le notizie riguardanti fatti internazionali e poi quelle del panorama nazionale italiano.

Fabrizio Angelini, CEO di Sensemaker che in Italia rappresenta Comscore, ha dichiarato:

Gli spunti della ricerca sull’utilizzo delle fonti e sulla tendenza a condividere sempre sui social dovrebbero far riflettere sulle strategie distributive basate sulla viralizzazione dei contenuti e sulla misurazione di condivisioni o visualizzazioni di pagina sulle varie piattaforme”.