La qualità si paga: notizie a pagamento in collaborazione con testate internazionali

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Facebook testa un nuovo pacchetto di notizie a pagamento, via alle collaborazioni con testate internazionali.

Nell’era delle Fake News, dei profili falsi e dei bot è sempre più facile trovare sulla rete contenuti spazzatura. Recentemente abbiamo parlato di come Facebook abbia punito i divulgatori di notizie false o fuorvianti, per contrastare questo fenomeno il web ed i social hanno bisogno di notizie di qualità da fonti certe. Secondo Alex Hardiman, ex editore del New York Times e figura a capo del reparto prodotti editoriali di Facebook: “Le persone vogliono informazione credibile e di qualità sulla nostra piattaforma”.

Disponibile in America e in Europa per dispositivi mobili Android (non ce ne vogliano gli utenti Apple), le notizie a pagamento sfrutteranno il formato funzionale degli Instant Articles. Ecco alcuni editori che hanno deciso di prendere parte all’iniziativa e alle prime fasi di test:  Bild, The Boston Globe, The Economist, The Houston Chronicle, The San Francisco Chronicle, Le Parisienin Francia, Spiegel, The Telegraph, Tronc, The Baltimore Sun, The Los Angeles Times, The Union-Tribune di San Diego e The Washington Post.

Per la proposta, secondo quanto annunciato da Facebook, vi saranno due metodi di fruizione del servizio: il primo permetterà agli utenti di leggere fino a 10 notizie gratuitamente, per poi sottoscrivere un abbonamento, il secondo, invece, permetterà agli editori di decidere quali contenuti divulgare gratis e quali rendere accessibili solo dopo il pagamento. La particolarità dell’iniziativa risiede nella totale tutela degli editori: la sottoscrizione degli abbonamenti sarà affidata totalmente alle testate, alle quali verranno riconosciute la totalità degli introiti.

L’italia non si tira indietro, La Repubblica e L’Espresso hanno infatti accolto positivamente l’iniziativa: Il GEDI, Gruppo Editoriale S.p.A a capo delle testate sarà dunque il pioniere degli Instant Articles a pagamento in Italia. Ovviamente chi è già in possesso di un abbonamento a uno di questi giornali non dovrà pagare nessun supplemento e potrà direttamente accedere al servizio.

Rimane aperta la questione Apple: nello store della mela digitale gli abbonamenti alle App prevedono che il 30% venga riconosciuto alla società, vista la tutela delle testate giornalistiche questa caratteristica sembra fare a pugni con il servizio, per questo per ora sarà disponibile solo su piattaforme Android.

 Staremo a vedere, che sia l’inizio della fine dell’era delle Fake News?