La nostra partecipazione al Convegno “L’uso consapevole delle nuove tecnologie”

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Giovedì 30 maggio Mug Agency ha partecipato al Convegno “L’uso consapevole delle nuove tecnologie, nella scuola e nella vita quotidiana” presso l’Abbazia di Casamari ottenendo un grandissimo favore ed interesse da parte di tutti i presenti. Il Convengo è stato promosso e realizzato da IRASE Frosinone con la collaborazione di IRASE Nazionale e l’Università degli Studi di Cassino.

Eravamo lì perché qualche mese fa abbiamo scritto un progetto di educazione digitale, rivolto a studenti e docenti. Il progetto che prende il nome di “Generazione Z tra fake news e cyber bullismo: l’importanza dell’alfabetizzazione digitale” nasce da una esigenza: rendere il web un luogo sicuro per i giovani e per la libertà di informazione.

Il web, lo sappiamo bene, si sviluppa a ritmi davvero incredibili e con esso gli strumenti di propaganda, le relazioni virtuali tra persone e i nuovi reati digitali, spesso difficili da individuare e da comprendere per una grande fetta della popolazione.

Tutto questo si è intrecciato ai recenti scandali in tema di privacy ma anche ai profondi cambiamenti che si stanno verificando negli ultimi anni e che sono indissolubilmente legati agli ambienti digitali, e a Facebook in particolare: la vittoria di Trump negli Stati Uniti, la Brexit, l’ascesa di populismi ed estremismi, le nuove forme di reati digitali e, come abbiamo avuto modo di sentire dagli altri relatori presenti, anche le nuove dipendenze e patologie, come la sindrome di Hikikomori.

È così che nasce l’idea, ma forse prima l’esigenza, di parlare ai più giovani, direttamente o attraverso l’intervento dei docenti, per comprendere come vivono il web e come prepararli ed istruirli a governarlo e a gestirlo senza esserne fagocitati.

Chiariamo prima di tutto chi sono i giovani della Generazione Z: si tratta dei nati tra la fine degli anni Novanta e il 2012, quindi i ragazzi che oggi frequentano le scuole elementari, medie, superiori. È, sostanzialmente, la prima generazione a non aver conosciuto un mondo privo di tecnologie e ambienti digitali.

Qualche dato che li riguarda:

  • Il 45% di loro trascorre in media 5-6 ore al giorno navigando nel web, con picchi più elevati fra i minori di 19 anni.
  • Controllano l’arrivo di notifiche sul proprio device fra le 10 e le 20 volte all’ora.
  • Solo l’11% ricorre all’uso di motori di ricerca e solo il 10% accede alla rete per usufruire di app di gaming e intrattenimento.
  • Ben il 42% usa Internet per lo scambio di comunicazioni attraverso i social network.
  • 6 su 10 postano almeno 1 selfie al giorno.
  • 1 su 5 dichiara di sentirsi a disagio, quando manca la connessione al wi-fi.
  • 1 su 3 parla di “panico” ogni volta che esaurisce i gigabyte previsti dal piano tariffario.

Nel corso dell’intervento, Andrea Pietropaoli, il CEO di Mug Agency, ha parlato del fenomeno delle fake news e del click baiting, del rapporto dei giovanissimi con il sesso dell’ipersessualizzazione da social, delle loro ambizioni e delle loro carriere digitali.

Di fronte ad una platea di insegnanti, giornalisti e altri operatori della Scuola, Andrea Pietropaoli ha riportato dati nazionali ed internazionali circa il cyber bullismo ed altre forme di reati legati al web. Grande stupore tra il pubblico quando abbiamo spiegato il funzionamento del social network più diffuso al mondo, Facebook che, attraverso il suo famoso algoritmo matematico, l’Edge Rank, “ci nutre di ciò che vogliamo mangiare” dando vita al triste e preoccupante fenomeno delle Filter Bubbles.

Insomma, ci sentiamo mossi da una responsabilità prima come essere umani e poi come professionisti della comunicazione: c’è l’urgente bisogno di ricucire questo delirante scollamento tra ciò che avviene dietro uno schermo di un PC e le modalità con cui avviene e quello che invece accade nella vita reale: a casa, a scuola, in piazza, in palestra. Conoscere gli strumenti, ma soprattutto conoscere le conseguenze delle proprie azioni o essere preparati a non subire le cattive intenzioni di altri, migliorerebbe l’ambiente digitale e con esso la società e le scelte politiche.

Attraverso un percorso di Media Literacy, ossia “la capacità di accedere ai media, di comprendere e valutare criticamente i diversi aspetti dei media a cominciare dai loro contenuti, di creare comunicazione in una varietà di contesti” (secondo la definizione dell’Unione Europea), vogliamo riportare la Scuola ad avere un ruolo autorevole nell’educazione dei ragazzi, perché senza educazione digitale si crea un vizio di comunicazione inevitabile e crescente tra corpo docenti e studenti.

Ringraziamo IRASE Nazionale e la Dottoressa Mariolina Ciarnella, Presidente di IRASE Nazionale, per l’invito e l’accoglienza.

Per chi volesse ricevere maggiori informazioni può scriverci a info@mugagency.com o telefonarci allo 0669345203.