Fake news, la campagna record lanciata dalla Boldrini

Dona un neurone, la campagna per l’Asociale
23 febbraio 2017
L’unconventional marketing per i ristoranti
1 marzo 2017

L’ambiente digitale in questi giorni è animato da due questioni che animano la rete, mobilitano politici e personaggi famosi e interrogano il Parlamento: haters da una parte, fake news dall’altra.

Due problemi insinuatisi da tempo nei social network e nei siti che guadagnano grazie alla pubblicazione di notizie bufale e che ora si vogliono fronteggiare e combattere, quantomeno attraverso una discussione politica e un’informazione a tappeto grazie ai mezzi stampa. 

L’ultima iniziativa, in ordine di tempo, arriva da un’idea della Presidente della Camera Laura Boldrini e prende forma con il sito internet bastabufale.it in cui si può leggere l’appello e firmare la petizione. “Ho deciso di lanciare questo appello perché ritengo che il web dia un importante strumento di conoscenza e democrazia. Ma spesso anche luogo di operazione spregiudicate, facilitate dalla tendenza delle persone a prediligere informazioni che confermino le proprie idee. In rete sono nati fenomeni nuovi, come le fabbriche di bufale a scopo commerciale o di propaganda politica e certo giornalismo acchiappaclick“.

In pochi giorni sono state raccolte più di 15.000 firme, numeri record per un fenomeno che evidentemente è percepito come pericoloso da migliaia di utenti. “Le bufale – continua la Boldrini – non sono innocue goliardate. Le bufale possono provocare danni reali alle persone, come si è visto nel caso dei vaccini pediatrici, delle terapie mediche improvvisate o delle truffe online“. 

Anche ieri sera, dai microfoni di RTL 102.5, Laura Boldrini ha espresso l’esigenza di poter interloquire con una pluralità di soggetti, ognuno coinvolto a proprio modo e nella propria sfera di competenza. Il fenomeno va trattato con un coinvolgimento multi-attoriale. Le scuole e le università che devono farsi carico della formazione dei giovani, rendendoli consapevoli rispetto agli strumenti digitali e insegnando loro a distinguere tra fonti affidabili o meno. Questo perché diverse ricerche dimostrano che gli under 25 non sono in grado di distinguere una notizia verificata da un titolo sensazionalistico il cui unico scopo è vendere spazi pubblicitari al sito che pubblica falsi articoli. 

Anche i giornalisti e tutti gli operatori dell’informazione sono invitati ad aumentare l’effort per il fact checking e per il debunking. Non sono sporadici i casi in cui anche le testate più autorevoli abbiano attinto da notizie bufale per scrivere e pubblicare articoli, senza dunque verificare le fonti. 

Bastabufale.it

L’appello pubblicato sul sito bastabufale.it si rivolge anche alle imprese, che vengono esortate ad evitare di far apparire le proprie inserzioni pubblicitarie sui siti che creano e diffondo notizie false. Insomma, anche le aziende devono fare la loro parte per non alimentare economicamente la disinformazione e i danni sociali che ne conseguono. L’appello è rivolto anche ai protagonisti del mondo dello spettacolo, della televisione, della cultura e dello sport affinché si schierino contro le bufale, e contro il fenomeno degli haters. 

Infine, e questo forse è l’aspetto più spinoso, si auspica un confronto anche con i soggetti direttamente coinvolti nel fenomeno: i social network. Nonostante i quasi 30 milioni di utenti attivi in Italia, Facebook non ha una sede operativa nel nostro Paese. Non c’è dunque un team di lavoro che possa controllare, monitorare e in caso intervenire per opporsi alla dilagazione di notizie bufale, che proprio dal social network di proprietà di Mark Zuckeberg nascono e si diffondono come un virus dell’informazione. “E’ il tempo della responsabilità e intendiamo sapere quali misure intendano prendere i big della Silicon Valley per garantire ai cittadini il diritto di essere informati correttamente“. 

Un dibattito stimolante e interessante che apre nuove questioni, mette in discussione la netiquette e rischia di scontrarsi con chi difende il diritto di espressione e informazione a tuttotondo. Come e che livello si possono censurare i siti di notizie false? Come si può arginare il fenomeno?

Ci piacerebbe conoscere la vostra opinione e vi invitiamo pertanto ad esprimere la vostra idea sulla nostra pagina Facebook