Elezioni europee, Google prepara il piano contro le fake news

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Elezioni Europee 2019

Dopo l’esperienza del referendum sulla Brexit in Regno Unito, Google conferma il suo impegno nella lotta contro la disinformazione al fine di evitare interferenze esterne alle prossime elezioni europee di maggio 2019.

La pubblicazione del piano è avvenuta lo scorso 29 gennaio, in concomitanza con la presentazione da parte della Commissione Europea dei risultati dell’adozione di un codice di condotta da parte delle big tech Facebook, Google, Twitter e Mozilla.

Elezioni-Europee: Zuckerberg

È ormai noto l’impegno da parte dei giganti della tecnologia di ripulire le varie piattaforme da profili finti, ingerenze arroganti negli affari europei e soprattutto tante, troppe notizie false, fabbricate solo per convincere emozionalmente gli utenti a spostarsi verso posizioni estremiste, che minano la base della mission e della vision europee.

Fino ad oggi però algoritmi e intelligenza artificiale non sono bastati a contrastare questo fenomeno tanto diffuso quanto pericoloso. Ed è per questo che il gigante di Mountain View ha confermato di volersi impegnare ulterioriormente: Google ha infatti creato un team di esperti che avrà l’importante compito di vegliare sui dati concernenti le elezioni.

Google è impegnata nell’identificare i propagatori di notizie bufala, nel disabilitare gli account che diffondo fake news e nell’impedire che i siti che fabbricano notizie false possano continuare a monetizzare attraverso il sistema di raccolta pubblicitaria Google Ads. Infatti, la monetizzazione è uno dei principali problemi legati alle fake news, soprattutto in ambito politico. Grazie a titoli sensazionalistici, ad algoritmi che misurano trends e sentiment sui social media, molte “testate” stimolano il cosiddetto clickbaiting, fenomeno che si avvale di titoli accattivanti che incitano a cliccare link di carattere truffaldino, facendo leva sull’aspetto emozionale di chi vi accede. In questo modo i siti guadagnano anche molti soldi alle spalle di utenti ignari che, convinti di leggere la verità, si rendono complici nella diffusione di notizie false, contribuendo ad un clima di tensione e paura che sta caratterizzando l’Italia degli ultimi mesi.

Questa preoccupante dinamica è molto evidente quando si affronta il tema delle immigrazioni. Molti siti inventano notizie da zero o riescono a distorcere la realtà oggettiva con un’opera astuta e subdola di copywriting o di photo editing. Molti utenti non sono in grado di distinguere tra ciò che è vero e comprovato da dati e ciò che è falso, inventato solo per far soldi o per spostare il proprio voto politico.

Attraverso il suo team di esperti, Google identifica queste fabbriche di fake news, le segnala alle altre aziende e, quando necessario, alle forze dell’ordine.

Inoltre, Google, come già fatto da Facebook, sta migliorando i processi di identificazione dei partiti e delle organizzazioni elettorali impegnati nelle prossime elezioni europee. Questo significa che quando una di queste organizzazioni farà pubblicità su Google, dovrà dimostrare di avere sede in Europa e la stessa Google mostrerà chi sta pagando un determinato annuncio pubblicitario, al fine di contrastare le ingerenze di organizzazioni e partiti extra UE, provenienti, ad esempio, da Russia e Stati Uniti.

Google si sta impegnando anche sul fronte sicurezza contro gli attacchi informatici a difesa dei soggetti impegnati attivamente nelle elezioni, e su quello trasparenza, mettendo a disposizione dei report in cui ci sarà evidenza dei budget spesi dagli inserzionisti per le diverse parole chiave. Infine, il motore di ricerca più importante al mondo sta lavorando sull’algoritmo che fornisce i risultati attraverso gli autocompletamenti provando ad epurarli dalle fake news.

Il mondo dell’informazione online è sotto attacco di modelli di business senza scrupoli e politici bugiardi che raccontano una realtà completamente distorta e falsa ed è un bene, per tutti, che Google e gli altri si impegnino concretamente per mettere uno stop a questa tendenza delirante.

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