Crowdfunding Italia: la raccolta fondi 2.0 per combattere il coronavirus

coronavirus
La comunicazione sui social ai tempi del Coronavirus
12 Marzo 2020
crowdfunding

Oggi vogliamo parlarti di crowdfunding. I tempi che stiamo vivendo, infatti, sottolineano lo straordinario potere che la condivisione, lo “sharing” detiene. Moltissime sono state le campagne di raccolta fondi per l’emergenza che affrontiamo in questi giorni e la risposta da parte degli utenti raggiunti è stata positiva. Questo grazie anche soprattutto alla rete costruita dagli influencer.

Solo per l’ospedale San Raffaele di Milano, attraverso il crowdfunding avviato sulla piattaforma di GoFundMe, sono stati raccolti più di 3 milioni di euro per incrementare i posti letto della terapia intensiva. A Brescia, un’iniziativa degli imprenditori della città ha portato alla raccolta di 8 milioni di euro da donare al sistema sanitario nazionale. E tantissime altre sono le iniziative che si stanno muovendo non solo al nord Italia, ma che interessano tutto il resto della Penisola.

Ma cosa è il crowdfunding? Come nasce? Conosce una regolamentazione? Scopri insieme a Mug Agency tutto quello che c’è da sapere su questo mezzo di condivisione e solidarietà che oggi cerca di risollevare le sorti del Servizio Sanitario Nazionale Italiano.

 

 

La raccolta fondi digitale

Il crowdfunding è una raccolta fondi online e indica la ricerca e la concessione di denaro da parte di una massa di investitori. Il termine inglese significa letteralmente “folla” (crowd) e “finanziamento” (funding). Il canale attraverso il quale i fondi confluiscono in un determinato deposito è il web.

L’idea di una raccolta fondi online nasce in Australia e negli USA, ma presto diventa fenomeno molto diffuso nel vecchio continente e, soprattutto, nella nostra Italia.

L’Italia è stata la prima nazione a regolamentare con norme e leggi la raccolta fondi digitale, ma di questo ne parleremo più avanti. Ora è venuto il momento di scoprire quanti tipi di crowdfunding esistono.

 

 

I 4 modelli principali

Esistono 4 modelli sulla base dei quali può essere avviata un crowdfunding, ovvero:

  • reward-based: che rappresenta, in parole povere, una sorta di baratto. Si dona per ricevere una ricompensa. Esempio: viene avviata una raccolta fondi digitale per un cantante emergente e puoi ricevere in cambio uno sconto sul biglietto del prossimo concerto;
  • donation-based: una donazione in denaro per sostenere la nascita di un’attività o di un progetto;
  • social lending e peer to peer lending: sono due modelli che si basano sul prestito di denaro da parte di soggetti privati, che vengono ricompensati attraverso il pagamento degli interessi sul prestito.

 

Crowdfunding in Italia

Come accennato poco fa, l’Italia è stata la prima nazione al mondo a regolamentare la raccolta fondi digitale con una normativa. Il percorso è partito nel 2012 e si è concluso nel 2013 con il regolamento Consob con delibera n.18592.

L’idea di regolamentare il crowdfunding nasce dalla volontà di trasformare l’Italia in una culla di idee da finanziare attraverso l’aiuto di privati investitori contribuendo ad incentivare l’economia e le nuove visioni imprenditoriali.

 

 

Lo sapevi? Qualche curiosità sul crowdfunding

Barack Obama, il primo presidente afroamericano della storia degli Stati Uniti, è stato anche il primo candidato alla Casa Bianca ad utilizzare il crowdfunding per supportare la sua campagna elettorale che, come sappiamo, richiede ingenti somme finanziarie. Il resto della storia lo conosciamo.

 

 

Il potere di cambiare il corso degli eventi

Cosa ci insegnano questi esempi e gli eventi che viviamo oggi? Che il potere della condivisione può davvero cambiare il corso degli eventi. Che la solidarietà, l’investimento in idee che abbiano una visione di speranza al futuro che ci attende, ci dà la possibilità di cambiare il corso della storia ed esserne protagonisti.