Black Friday? No, grazie! In Francia arriva il Green Friday

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Reduci dell’attesissima settimana del Black Friday, ci auguriamo che anche quest’anno i vostri folli acquisti siano stati all’altezza delle aspettative. Ma se vi dicessimo che c’è qualcuno che, dal 2017, cerca di boicottare questo giorno tanto caro ai risparmiatori e ai cacciatori d’affari?

 

La risposta francese: il Green Friday

Non è uno scherzo, in Francia ha preso piede un movimento di protesta nei confronti del Black Friday che si chiama Green Friday. Nasce, come abbiamo detto, nel 2017 con Envie, una rete di imprese ecosolidali. I membri fondatori del progetto sono sei: dal 2018, infatti, cinque colossi hanno aderito al progetto francese di green economy (Alermundi, Refer, Ethiquable, DreamAct ed Emmaus France).

Ma cosa vuole realmente ottenere questa iniziativa? L’obiettivo è quello di porre fine al consumismo sfrenato della giornata che da diversi anni ha investito l’Europa e cercare di conciliare gli acquisti con il rispetto ambientale, nell’ottica di sviluppare un’economia circolare.

Quest’anno il movimento del Green Friday è giunto alla sua terza edizione, con numeri triplicati: 200 aziende hanno aderito rispetto alle 40 iniziali e ha visto l’adesione di oltre 450 brand francesi.

Il collettivo promuove la giornata del Green Friday ricordando che il momento dell’acquisto è una scelta molto importante per ogni singolo consumatore, perché ha delle conseguenze concrete sulla realtà e sull’ambiente.

Un eccesso di consumo per la giornata del Black Friday, infatti, comporta lavori meno remunerati e più precari e, incoraggiando la sovrapproduzione di merci, ha un enorme impatto sull’ambiente.

Per questo le aziende che aderiscono all’iniziativa non fanno sconti ai propri clienti durante la giornata del Black Friday. Adottano, invece, il meccanismo inverso: il 10% del loro fatturato va a quattro associazioni individuate dal collettivo Green Friday. Quest’anno sono state Hop (associazione contro l’obsolescenza programmata), Ethique sur l’etiquette (che combatte lo sfruttamento dei lavoratori nei paesi in via di sviluppo) e Friends of the Earth (una rete di organizzazioni ambientaliste).

Make Friday Green Again!”, recita il loro motto.

Il mondo dei consumatori sembra quindi diviso tra chi preferisce acquistare prodotti di qualità ed ecosolidali e chi non riesce proprio a rinunciare ad acquisti mainstream.

 

Come si evolverà l’anno prossimo la situazione?