Identità digitale: Chiara Ferragni, Laura Pausini, Virginia Raggi

Moda, musica, politica. Settori diversi che utilizzano linguaggi differenti ma che sono ormai accumunati dagli stessi strumenti per un pubblico eterogeneo.

L'avvento e la diffusione di internet prima, dei social network poi ha cambiato definitivamente la costruzione dell'identità digitale. La reputazione di un cantante, di un social influencer e addirittura di un politico passa oggi per Facebook, Twitter, blog e tante altre piattaforme in cui gli utenti valutano, giudicano, intervengono come attori attivi nella promozione o nella bocciatura di un personaggio noto. Oggi vogliamo analizzare tre personaggi pubblici che attraverso lo storytelling online hanno costruito la propria identità digitale nell'immaginario collettivo. Non giudichiamo qui il loro operato ma solamente le modalità attraverso cui la reputazione online ha facilitato il loro successo.

Chiara Ferragni
È indubbiamente la fashion blogger più famosa al mondo. La sua grande intuizione arriva nel 2008, quando attraverso il suo canale Instagram lascia un segno indelebile nel settore della moda internazionale. La sua visione consiste nel rendere il mondo del fashion economico e alla portata di tutti. La fashion blogger inserita da Forbes nella classifca degli under 30 più influenti al mondo, ha basato la propria fortuna sull'affermazione: "Ho abbinato borse Chanel a vestiti di H&M e Zara. I miei follower apprezzano perché possono indossare vestiti cheap restando cool". Chiara Ferragni ha regalato l'illusione di poter essere trendy anche senza un conto in banca stellare. Chiara Ferragni, nonostante un fatturato annuo di oltre 10 milioni di euro, è rimasta nel tempo fedele a se stessa in un modello di narrazione costruito sull'eroe circondato da qualche aiutante. Un flusso della narrazione incentrato solo se stessa: nessun episodio negativo, nessun malumore. La Ferragni racconta chi è e cos'è per lei la moda. Punto. Una narrazione costruita solo sulla propria identità digitale, fatta di sfilate, outfit esclusivi e una vita quotidiana apparentemente frivola e superficiale.


Laura Pausini

La ragazza di campagna abbandonata dal suo Marco che realizza il suo sogno più grande: cantare. Vince Sanremo, scala le classifiche di mezzo mondo, colleziona successi di vendita e sold out nei suoi tour mondiali. Una diva, una stella della musica internazionale a tutti gli effetti. L'artista italiana più amata al mondo e regina dei social network in Italia, non se la tira, non fa capricci da star, non beve, non fuma, non si droga. In ogni intervista e durante i suoi concerti non manca mai di raccontare delle sue origini contadine: dalla provincia romagnola ai Grammy Awards con la sua semplicità, con il suo modo goffo e impacciato di essere una pop star. Certamente è tutto vero ma Laura e il suo staff hanno capito perfettamente che questo modello di narrazione e comunicazione è vincente. La gente ammira i vip ma ne prova invidia. Con la Pausini c'è invece identificazione. Ci racconta il suo "sogno italiano" con un linguaggio semplice, franco, a tratti populista. I suoi fan la ammirano perché non si è montata la testa, perché è rimasta una di loro. Laura Pausini si sfoga con il suo pubblico dei suoi dolori, delle sue gioie; condivide con i suoi fan l'amore per la sua famiglia, ironizza sulle sue maniglie dell'amore e non si esime mai dal sottolineare la passione per la buona cucina romagnola e per il suo compagno. Tutti elementi di uno storytelling che ha contribuito alla vendita di oltre 60 milioni di dischi in tutto il mondo.


Virginia Raggi

Virginia Raggi è figlia della comunicazione digitale. Il suo Movimento nasce dal web e sul web è cresciuto ininterrottamente negli ultimi anni. Conosce bene le dinamiche online, fatte di haters e fan sfegatati a cui poco importa dei risultati del suo operato ma si affrettano a manifestare il proprio tifo, da stadio più che da discussione politica. La Raggi, dal suo ufficio in Campidoglio basa la propria comunicazione politica sulla trasparenza e sulla condivisione delle informazioni. Dirette Facebook dalle discariche, dalle rimesse degli autobus, dagli incontri istituzionali. La Raggi condivide con i suoi follower le sue giornate, i suoi appuntamenti, i suoi successi. Sta facendo entrare il popolo pentastellato e i cittadini di Roma nelle stanze del Campidoglio dando la sensazione di esserne parte integrante. La gente apprezza perché la disaffezione e la sfiducia nei confronti dei politici hanno toccato livelli pericolosi e il cittadino si sente distante dalle persone che dovrebbero rappresentare i suoi interessi. Il Movimento 5 Stelle è ben conscio che per avere la fiducia dei cittadini occorre renderli partecipi. E se anni fa la condivisione avveniva nelle piazze, nei circoli e nelle sedi dei partiti adesso la comunicazione politica si è spostata su Facebook dove, si sa, leggiamo quello che vogliamo e che ci interessa, senza un reale confronto critico tra persone ma dotati del potere di espressione a suon di commenti e "mi piace".


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