Facebook: Stop alle Fake News sui siti italiani

Un’indagine di BuzzFeed smaschera un enorme portale di informazione italiano, immediata la reazione del Social Network

Non è la prima volta che Facebook si mostra contrario alla diffusione di Fake News.

Il Social di Zuckerberg ci tiene ai suoi utenti ed alla qualità dei contenuti sul proprio portale: spazio solo a notizie interessanti in tempo reale, ma soprattutto spazio a notizie affidabili e dalle fonti certe.

Grazie ad un’indagine di Buzzfeed, il Social Network più popolato del mondo ha recentemente tagliato la visibilità ad un network di siti italiani di news, accusati di condividere articoli "contro gli immigrati" e carichi di "retorica nazionalistica”.

Questo network, direttamente riconducibile alla Web365 S.R.L. di proprietà di Giancarlo Colono, è stato in grado di raggiungere con delle notizie false più di 25 milioni di utenti. Conclusasi l’indagine di BuzzFeed, poco dopo Facebook è entrato in azione eliminando un grande numero di pagine che il sito aveva sul Social Network.

Le accuse del Network cialtrone? Azioni di pseudo-giornalismo e abuso della pratica del clickbaiting, il tutto condito da notizie con anteprime e titoli completamente fuorvianti, insieme a episodi di cronaca presentati come incredibili eventi tragici e dal velato sentore razzista.

Le pagine del network italiano contavano più di 3 milioni di utenti, un numero veramente importante se pensiamo che testate giornalistiche rinomate come il Corriere della Sera non hanno mai raggiunto quella cifra. Fortunatamente, nonostante la vasta fanbase sulle pagine social del sito colpevole, non troviamo un riscontro così alto anche nel numero di visitatori del sito web. Questo ci fa capire quanto gli utenti frequentatori del network si nutrissero solamente di informazioni superficiali, senza scendere nel dettaglio e nella fonte degli eventi.

BuzzFeed, però, non parla propriamente di Fake News, piuttosto di notizie profondamente fuorvianti e che incitano all’odio razzista. Un modo di informare decisamente poco professionale.

Non parliamo quindi di bufala in senso stretto, ma di cattiva condotta digitale e incitazione alla diffusione di informazioni dalla qualità dubbia.

Episodi come questi ci fanno capire quanto milioni di cittadini italiani siano ogni giorno vittima di una informazione effimera.

Il Social Network di Zuckerberg ha quindi mostrato i muscoli, sia in passato che ora, oscurando le pagine che promuovono l’informazione “corrotta”.

In uno scenario dove il concetto di Fake News si mischia alla disinformazione troviamo giusto che sia l’utente finale a vincere: più trasparenza, più certezza e meno disinformazione.

3 milioni di utenti per una pagina Facebook che condivide notizie dalla dubbia retorica ci illuminano su quanto i social network possano essere un coacervo di fragilità e superficialità. In quest’ottica siti come quello appena chiuso servono solo ad alimentare valori e pensieri controproducenti.

Un punto per Facebook. Un sospiro di sollievo per la salute generale dell’utenza del Social Network.

 

Voi che ne pensate?

 

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