Comunicazione: il punto di vista da Mug

Il mondo è pieno di fotografi improvvisati che si sentono dei geni dell'obiettivo utilizzando filtri Instagram come se non ci fosse un domani; ed è colmo di fantomatici esperti di fornelli e ricette che pubblicano piatti dalle discutibili mise en place. Stesso discorso per il meraviglioso mondo della comunicazione: chiunque pensa di essere in grado di occuparsi dei social media, creare newsletter, produrre materiali grafici che farebbero inorridire anche il grafico meno esigente.

Questo è quello in cui non crediamo: l'improvvisazione. Essere professionisti della comunicazione significa aver studiato, letto, analizzato, testato. Significa aver fatto la gavetta e aver avuto la possibilità di sporcarsi le mani e capire le tendenze, gli andamenti del mercato, le abitudini dei consumatori e le personalità degli utenti. Significa conoscere tecniche e tattiche che permettono di costruire piani, svilupparne i contenuti e leggerne i risultati.

Mug crede in una comunicazione crossmediale in cui i mezzi si intersecano e si intrecciano come un turbinio di strade che percorrono ogni chilometro per poi incanalarsi in un'unica grande via che porta al traguardo, quello che per noi è il risultato. Guidare su ogni strada ci permette di incrociare ogni potenziale utente interessato ad un prodotto o ad un servizio e portarlo con noi verso la conversione. 

Mug crede in una comunicazione circolare. Un processo ciclico che parte da un punto, si evolve, si amplifica, si ingrandisce per poi tornare al punto di partenza portando però con sé un grande cambiamento. E ripartire. Con le competenze acquisite dal precedente viaggio e con i risultati del primo giro, sapendo che il secondo tempo sarà ancora più efficace.

Mug crede in una comunicazione “ad abbraccio”. Chiamiamo così l'approccio che ogni volta spieghiamo ai clienti. La comunicazione non può mai prescindere dalla collaborazione di tutti gli attori coinvolti. E' importante che i vertici siano consci e proattivi, i dipendenti, anche quelli che apparentemente non sono indispensabili nella comunicazione aziendale, siano coinvolti e motivati. Ogni figura è portatrice sana di un messaggio che amplifica gli sforzi, fortifica i valori e fidelizza. La comunicazione, proprio come un grande abbraccio collettivo, deve essere condivisa e partecipata. Non svolgiamo il nostro lavoro chiudendoci negli uffici dell'agenzia. Vogliamo incontrare i nostri clienti, conoscerli, lavorare insieme a loro.

Let's hug!

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