Temporary store: l'evoluzione del retail a tempo

I temporary stores sono dei veri e propri negozio a tempo determinato. Nascono come strumento di marketing non convenzionale e vengono utilizzati, sopratutto dai grandi marchi, per presentare un nuovo prodotto, per presidiare un luogo strategico in un periodo di tempo limitato o per spingere un evento speciale.

Temporary Store

Nascono così nel mondo e arrivano con questa formula anche in Italia, nell'ormai lontanissimo 2003.

Il primo store provvisorio italiano apre a Milano ed è firmato da Lancia che per lanciare il release della Ypsilon crea il format "Miss Y". Gli anni successivi sono caratterizzati dalla diffusione di temporary shops in tutta Italia: Roma, Torino, Bologna, Venezia. Vie commerciali centrali, stazioni ferroviari e aeroporti: scoppia la mania del negozio a tempo tutto glamour e marketing modaiolo. Oggi si contano solo in Italia più di 150 temporary, con merceologie che spaziando dall'alimentari al design, dall'abbigliamento alla gioielleria. Anche Ikea, con il suo primo temporary dedicato al mondo delle cucine aperto a Roma, ha iniziato la sua rivoluzione retail.

Nonostante il successo, c'è una riflessione di fondo sull'evoluzione di questo fenomeno commerciale che ha incuriosito tutto il mondo del retail. Massimo Costa, segretario generale dell'associazione di categoria AssoTemporary, spiega: "All’inizio i temporary erano fenomeni di comunicazione, una leva di marketing non convenzionale che le aziende, specie le grandi, usavano per eventi. Nell’ultima fase il baricentro si è però spostato sulla vendita, il che la dice lunga sulla crisi economica".

I brand si servono spesso dei temporary per disfarsi delle proprie scorte, liberando i magazzini. Parallelamente, i temporary sono anche diventati per i proprietari di immobili commerciali la soluzione più sicura per affittare gli spazi senza rischiare di perdere i soldi per via di locatari morosi.

Come si legge su Business Insider, "nel passaggio dall’esercente in prima linea al negozio on demand, i vantaggi possono essere molti, per entrambe le parti: la durata del contratto è in media tra i 30 e i 40 giorni, l’affitto è di circa di 1.200 euro a settimana (1.500 a Milano, ma le cifre possono essere anche molto più alte nei luoghi di maggior transito) e nessuno deve realizzare investimenti di lungo periodo decisamente onerosi per chi non ha risorse illimitate. Non a caso, i più inclini a scegliere i negozi temporanei sono designer e stilisti che intendono sondare il mercato senza impegni che – tra burocrazia, tasse, assicurazioni e approvvigionamenti – risultano spesso proibitivi".

I temporary danno dunque una chance anche a piccoli imprenditori di occupare un luogo commerciale strategico senza impegnarsi in cauzioni di tre mesi e fideiussioni ancora più durature. Con il temporary, i soldi vengono chiesti un po' alla volta e non ci sono spese per allacci e assicurazioni (che quasi sempre sono comprese nel prezzo di affitto).

Insomma, i temporary nascono come leva di comunicazione creativa e patinata che faceva leva sul senso di rarità ed esclusività per diventare poi, a causa della crisi del retail, uno strumento per liberarsi delle scorte e fare cassa... a tempo determinato. 

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