Anche Google contro il terrorismo online

L'azienda di Mountain View ha lanciato un piano per limitare la diffusione di contenuti legati al terrorismo, soprattutto i video di reclutamento e incitamento all'odio che vengono pubblicati su YouTube. 

Google contrasta il terrorismo online https://www.digitalic.it/tag/propaganda

Qualche giorno fa abbiamo analizzato la strategia contro il terrorismo online di Facebook, oggi invece vi parliamo dell'impegno di Google nel limitare la diffusione dei contenuti di propaganda terroristica sul web. Il 19 giugno il capo dell'ufficio legale di Google, Kent Walker, ha spiegato, attraverso un articolo apparso sul Financial Times, il piano in quattro punti che l'azienda seguire nei prossimi mesi. 

Innanzitutto, Google intensificherà l'uso delle nuove tecnologie per identificare con sempre maggior precisione i video di incitamento al terrorismo. Nell'ultimo anno più del 50% dei contenuti di propaganda sono stati rimossi grazie a dei sistemi automatici che si servono di intelligenza artificiale. Google promette di provare a bloccare anche l'upload di video cosiddetti "clonati" grazie a dei sistemi software di riconoscimento delle immagini

Visto che questa battaglia virtuale non può contare solo sulle macchine, per quanto complesse e sofisticate, Google aumenterà anche il budget del programma YouTube Trusted Flaggers, affiancando alle 63 ONG già in azione altre 50 per monitorare YouTube grazie al lavoro di operatori umani. 

Il terzo punto della strategia di Google riguarda i video che apparentemente non violano le condizioni d'uso della piattaforma di video sharing più famosa al mondo ma che comunque incitano all'odio o contengono opinioni estremamente violente. L'azienda ha deciso di non rimuoverli ma di bloccare la possibilità di monetizzazione. Inoltre, Google bloccherà l'engagement eliminando commenti, voti e rendendolo la loro ricerca molto più difficile. 

L'ultimo punto del piano di Google per contrastare la prolificazione di contenuti di propaganda terroristica online appare più "educativo". Attraverso il retargeting, sistema di tracciamento dell'utente che permette di mostrare annunci contestualizzati sulla base delle ricerche effettuate, Google mostrerà ai potenziali terroristi dei video anti-terrorismo con l'obiettivo di far cambiare idea. Il sistema, chiamato Redirect Method, a detta di Google, è già stato testato con risultati promettenti: "le potenziali reclute hanno cliccato sulle pubblicità mirate con una frequenza insolitamente alta, e guardato almeno mezzo milioni di minuti di contenuti video che smontano i messaggi di reclutamento dei terroristi". 

Riuscirà Google, insieme agli altri giganti del web, a contrastare la propaganda terroristica che viaggia in rete?

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